Chuck Klosterman, “L’uomo visibile” (Alter Ego)

Chuck Klosterman è forse più famoso come commentatore sagace di cose pop che come romanziere, e nel corso degli ultimi vent’anni più o meno, ha raccolto una serie di saggi su diversi snodi della cultura popolare, dai Van Halen a Billy Joel al videogioco The Sims a Star Trek e Tom Cruise all’emopunk, spesso cercando... Continue Reading →

«The Nix» di Nathan Hill

Una lista dei i libri recenti ingiustamente sottovalutati prima, e ingiustamente per quanto inevitabilmente dimenticati dopo, la inizierei probabilmente proprio con The Nix di Nathan Hill. Un libro che ha avuto una sua gestazione, anche dolorosa: pare che l’autore, poco più che ventenne, si sia trasferito a New York con un hard disk pieno zeppo... Continue Reading →

Cinque libri per i mesi estivi.

Uno dei giochini ricorrenti in estate pare essere quello di consigliare dei libri da leggere sotto l’ombrellone o sotto l’ombra di qualche frasca di montagna, o sotto le pale di un ventilatore speso al soffitto. A me non piace consigliare libri, quindi mi limito a segnalare dei libri che potresti aver voglia di leggere, ma... Continue Reading →

«Death to the Bullshit Artists of South Texas» di Fernando A. Flores

Musica e narrativa hanno da sempre avuto una relazione particolare, o se non da sempre, almeno da quando la musica, sotto la sua forma più popolare, è diventata parte dello stesso immaginario da cui gli scrittori attingono per costruire le loro storie. Questo lo sa bene Jonathan Lethem, che non solo ha scritto pezzi di... Continue Reading →

Book Log – Gennaio 2020

Kevin Wilson, Nothing to See Here (Ecco) Un libro spassoso e divertente che cerca di raccontare i limiti del potere, soprattutto per chi è avvezzo a esercitarlo su cose e persone a piacimento, e che ci sono cose che spesso sfuggono al nostro stesso autocontrollo.  Lillian viene chiamata da Madison, una ex compagna di college, studentessa... Continue Reading →

“Gli incendiari” di R. O. Kwon

Nei Nove saggi danteschi Borges scrisse che “innamorarsi significa crearsi una religione il cui Dio è fallibile.” Il suo riferimento era dichiaratamente l'abnegazione che Dante aveva per Beatrice, da cui accettava anche di essere ignorato e respinto, addirittura dileggiato e disprezzato, tanto forte era la sua dedizione. Quella di Dante per Beatrice era “un’adorazione idolatrica”... Continue Reading →

My Year in Reading 2019

1. Salvatore Scibona, The Volunteer (Penguin)  The Volunteer segna una marcata sterzata in territori DeLilliani: qui siamo in zona Libra, Underworld o anche Players. La storia inizia con un bambino di cinque anni abbandonato all’aeroporto di Amburgo nel 2010. Si tratta del figlio di Elroy Heflin, un giovane militare che ha prestato servizio in Lettonia,... Continue Reading →

Uscire vivi dagli anni ’90. “The Topeka School” di Ben Lerner.

È tornato Ben Lerner e è tornato sotto l’alter ego, neanche poi tanto alter, di Adam Gordon. The Topeka School forma una curiosa trilogia insieme ai suoi due predecessori, Leaving the Atocha Station (Coffee House, 2011; Un uomo di passaggio, trad. it. Laura Prandino, Neri Pozza, 2012) e 10:04 (Faber & Faber, 2014; Nel mondo a... Continue Reading →

“Memories of the Future” di Siri Hustvedt.

Pare che una volta Burroughs abbia detto che un romanzo sia soltanto un’autobiografia con i nomi cambiati. Il terzo libro di Edmund White, A Boy's Own Story, era di fatto un’autobiografia, ma lo stesso Edmund White ha raccontato che gli fu chiesto di trasformarla in romanzo, perché all’epoca non tutti potevano permettersi il lusso oggi... Continue Reading →

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