Book Log #2/2020

Emily Nemens, The Cactus League (Farrar, Straus and Giroux) — Emily Nemens, già editor della Paris Review, esce con un romanzo sul baseball che in realtà non è sul baseball, e forse neanche un romanzo. Siamo a Scottsdale, in Arizona, dove un improbabile giornalista sportivo vuole profilare Jason Goodwyn, l’eroe fittizio del libro, esterno sinistro della fittizia... Continue Reading →

Come stare insieme. “Sabrina” di Nick Drnaso

  Che una graphic novel venisse ammessa a un premio letterario era già successo nel 1992, con Art Spiegelman che per poco non vinse il Pulitzer con Maus, un’opera in cui raccontava come suo padre sia riuscito a sopravvivere all’Olocausto e che mescolava tecniche e generi letterari: l’intervista, il memoir, il romanzo storico, l’autobiografia, tutto... Continue Reading →

Stay Foolish Stay Insatiable. “The Insatiables” di Brittany Terwilliger.

Una delle ultime incarnazioni del Great American Novel, ma della forma romanzo in generale in tutto il mondo occidentale, è il Great American Internet Novel, ossia un romanzo che cerchi di mostrare e rendere conto delle complessità nate dalla rivoluzione telematica. L’ha fatto Thomas Pynchon (magistralmente) su Bleeding Edge, l’ha fatto (con convincente ambizione) Joshua... Continue Reading →

Confessioni di un Keeg. “Purity” e la Great American Internet Novel.

  C’era una volta Franzen, ossia un giovane scrittore scorbutico e ambizioso che nutriva belle speranze e faceva audaci promesse con libri come The 27th City e The Corrections. Oggi c’è un Jonathan Franzen invecchiato e scorbutico che ha tradotto le feroci ambizioni giovanili in compromessi con l’industria dell’intrattenimento, che sale in cattedra ogni volta che... Continue Reading →

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