Uscire vivi dagli anni ’90. “The Topeka School” di Ben Lerner.

È tornato Ben Lerner e è tornato sotto l’alter ego, neanche poi tanto alter, di Adam Gordon. The Topeka School forma una curiosa trilogia insieme ai suoi due predecessori, Leaving the Atocha Station (Coffee House, 2011; Un uomo di passaggio, trad. it. Laura Prandino, Neri Pozza, 2012) e 10:04 (Faber & Faber, 2014; Nel mondo a... Continue Reading →

Book Log 05. Ellis, Escoria,Young, Ffitch, Moulton, Miller.

Tra le letture di maggio: una specie di memoir in cui Bret Easton Ellis dice a tutto il mondo di essere diventato uno dei soliti stronzi; un romanzo che è un memoir che è un romanzo, un po' come lo era A Boy's Own Story di Edmund White; un'altra autofiction sotto forma di saggi personali; il... Continue Reading →

Riflessioni randagie su Sarah Manguso, la vita, la morte, il suicidio e l’inconveniente di avere un corpo

Nel Mito di Sisifo Camus iniziava con l’osservare come vi fosse “solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta.” Sembra quasi che l’esplicito assunto iniziale di Camus diventi l’implicito trait-d’union nei tre libri che Sarah Manguso ha pubblicato tra il 2008... Continue Reading →

“The Recovering” di Leslie Jamison

  Memoir e autofiction rappresentano uno dei settori più vivaci e attivi nel panorama narrativo occidentale degli ultimi anni. L’autofiction è cosa nota in Francia, dove la sua vecchia e lunga storia è stata in parte ravvivata dai recenti esempi di Annie Ernaux e Emmanuelle Carrère.  Negli Stati Uniti l’autofiction è un po’ una cosa... Continue Reading →

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