«Death to the Bullshit Artists of South Texas» di Fernando A. Flores

Musica e narrativa hanno da sempre avuto una relazione particolare, o se non da sempre, almeno da quando la musica, sotto la sua forma più popolare, è diventata parte dello stesso immaginario da cui gli scrittori attingono per costruire le loro storie. Questo lo sa bene Jonathan Lethem, che non solo ha scritto pezzi di... Continue Reading →

Una birra con Bob: “Going for a Beer” e l’arte della dissacrazione.

C’è chi fa letteratura e chi invece la disfa, la ridicolizza, la trasforma in satira e parodia, dissacra il sacro e il sacralizzato, in poche parole: la rende più umana. A questa tradizione appartengono per esempio il Satiricon o il Decamorone, e tra i contemporanei per certi versi Pynchon. A questa tradizione appartengono anche alcuni... Continue Reading →

Est modus in suburbia. “A misura d’uomo” di Roberto Camurri.

Il principio antropico afferma che se vogliamo spiegare perché il nostro universo è fatto così come è fatto, è perché deve avere le qualità e caratteristiche che permettano l’esistenza di creature senzienti capaci di porsi quella domanda. In sostanza l’universo è a misura d’uomo. In piccolo, anzi in microscopico, la provincia, fatta di Sassi, Erba,... Continue Reading →

“Heart-breaker” di Claudia Deyi

Sono sempre più numerosi gli esempi di libri che mostrano assonanze con immaginari ripresi dalle serialità televisive o comunque dal mondo audiovisivo o videoludico: i libri di Panowich ricordano molto i film dei Coen, Country Dark di Offutt si legge come un episodio di Justified, Severance di Ling Ma ha chiare assonanze con The Walking... Continue Reading →

My Year in Reading 2018

Richard Powers, THE OVERSTORY (W.W. Norton) — Una specie di Moby Dick con gli alberi al posto delle balene, The Overstory è un libro che parte dal biocentrismo per mettere in discussione ogni presunzione antropocentrica che vede l'uomo come un essere privilegiato, destinato alla sopravvivenza in un mondo dove alberi e piante sono più vecchie della cultura creata... Continue Reading →

Freshman Class 2018

Una lista di 23 scrittori che hanno esordito negli Stati Uniti quest'anno, tra raccolte di racconti, grit lit, southern gothic, romanzi distopici, apocalittici e catastrofisti, metanarrativa, saghe familiari e romanzi corali. Tra esordi freschi e convincenti, esordi avvolti da un'hype ipertrofica e che forse ne supera i reali meriti, e altri che  hanno ancora alcune... Continue Reading →

“The Recovering” di Leslie Jamison

  Memoir e autofiction rappresentano uno dei settori più vivaci e attivi nel panorama narrativo occidentale degli ultimi anni. L’autofiction è cosa nota in Francia, dove la sua vecchia e lunga storia è stata in parte ravvivata dai recenti esempi di Annie Ernaux e Emmanuelle Carrère.  Negli Stati Uniti l’autofiction è un po’ una cosa... Continue Reading →

American in translation 2018.

I migliori americani tradotti in italiano nel corso del 2018 (secondo me)  1/ C. E. Morgan, Lo sport dei re (trad. it. Giovanna Scocchera,   Einaudi) Il Grande Romanzo Americano in carica, o anche la riscrittura di un Grande Romanzo Americano, cioè di Luce d’agosto di Faulkner: Lo sport dei Re finisce come inizia Luce... Continue Reading →

Animali precari. “Rough Animals” di Rae DelBianco

  Ultimamente in America è in atto un rinnovato interesse per western e southern gothic, interesse che riguarda anche televisione (con serie tv come Justified e Godless o in parte Fargo, la prima stagione di True Detective e in modo liminare e obliquo Westworld) e cinema (i Coen e l’ultimo Tarantino su tutti). In letteratura la... Continue Reading →

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