«The Nix» di Nathan Hill

Una lista dei i libri recenti ingiustamente sottovalutati prima, e ingiustamente per quanto inevitabilmente dimenticati dopo, la inizierei probabilmente proprio con The Nix di Nathan Hill. Un libro che ha avuto una sua gestazione, anche dolorosa: pare che l’autore, poco più che ventenne, si sia trasferito a New York con un hard disk pieno zeppo... Continue Reading →

Cinque libri per i mesi estivi.

Uno dei giochini ricorrenti in estate pare essere quello di consigliare dei libri da leggere sotto l’ombrellone o sotto l’ombra di qualche frasca di montagna, o sotto le pale di un ventilatore speso al soffitto. A me non piace consigliare libri, quindi mi limito a segnalare dei libri che potresti aver voglia di leggere, ma... Continue Reading →

«Death to the Bullshit Artists of South Texas» di Fernando A. Flores

Musica e narrativa hanno da sempre avuto una relazione particolare, o se non da sempre, almeno da quando la musica, sotto la sua forma più popolare, è diventata parte dello stesso immaginario da cui gli scrittori attingono per costruire le loro storie. Questo lo sa bene Jonathan Lethem, che non solo ha scritto pezzi di... Continue Reading →

Book Log #3/2020

Raven Leilani, Luster (Farrar, Straus and Giroux) — la giovanissima Raven Leilami (classe 1990) è una pittrice che ha saputo scrivere forse il primo libro sulla generazione Z, o centennial. Luster, di prossima pubblicazione per Farrar, Krauss and Giroux, è un buildungsroiman la cui protagonista è una ventitreenne rimasa più o meno orfana di una... Continue Reading →

Book Log #2/2020

Emily Nemens, The Cactus League (Farrar, Straus and Giroux) — Emily Nemens, già editor della Paris Review, esce con un romanzo sul baseball che in realtà non è sul baseball, e forse neanche un romanzo. Siamo a Scottsdale, in Arizona, dove un improbabile giornalista sportivo vuole profilare Jason Goodwyn, l’eroe fittizio del libro, esterno sinistro della fittizia... Continue Reading →

Book Log – Gennaio 2020

Kevin Wilson, Nothing to See Here (Ecco) Un libro spassoso e divertente che cerca di raccontare i limiti del potere, soprattutto per chi è avvezzo a esercitarlo su cose e persone a piacimento, e che ci sono cose che spesso sfuggono al nostro stesso autocontrollo.  Lillian viene chiamata da Madison, una ex compagna di college, studentessa... Continue Reading →

Si fossi foco: “Gli incendiari” di R. O. Kwon

Nei Nove saggi danteschi Borges scrisse che “innamorarsi significa crearsi una religione il cui Dio è fallibile.” Il suo riferimento era dichiaratamente l'abnegazione che Dante aveva per Beatrice, da cui accettava anche di essere ignorato e respinto, addirittura dileggiato e disprezzato, tanto forte era la sua dedizione. Quella di Dante per Beatrice era “un’adorazione idolatrica”... Continue Reading →

It is US: Migliori americani in traduzione italiana 2019.

1. Robert Coover, La babysitter e altri racconti (traduttori vari, NN Editore) — Robert Coover è un genio oltre che uno dei padri fondatori di certa letteratura post-moderna, insieme a Thomas Pynchon e Donald Barthelme. Non solo: è uno dei massimi scrittori americani almeno del secondo Novecento e è lo scrittore che più di ogni altro continua... Continue Reading →

My Year in Reading 2019

1. Salvatore Scibona, The Volunteer (Penguin)  The Volunteer segna una marcata sterzata in territori DeLilliani: qui siamo in zona Libra, Underworld o anche Players. La storia inizia con un bambino di cinque anni abbandonato all’aeroporto di Amburgo nel 2010. Si tratta del figlio di Elroy Heflin, un giovane militare che ha prestato servizio in Lettonia,... Continue Reading →

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