Book Log 07/2019

Tra le letture di luglio: il terzo romanzo di Nathan Englander, Colson Whitehead che continua la sua storia alternativa degli Stati Uniti, il ritorno di Mona per Jen Beagin e i racconti di Jac Jemc. Nathan Englander, kaddish. com  (Knopf) — Seguo sempre la tesi di John Barth secondo cui gli scrittori, con alcune eccezioni,... Continue Reading →

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La febbre della fine del mondo. “Severance” di Ling Ma.

Si può scrivere un altro romanzo apocalittico nell’era dell’ipersaturazione di apocalissi annunciate, promesse, descritte o solo immaginate? La risposta è ovviamente sì, quel che è meno ovvio è riuscire a costruire un romanzo che non sia la ripetizione di schemi ormai già imbolsiti, prevedibili e scontati perché già fin troppo usati. Ling Ma ci è... Continue Reading →

Spring Bunch 2019

Qui è dove metto in ordine i libri letti tra aprile e giugno, dove ci sono: un capolavoro di livello Don (DeLillo), un altro etereo, surreale e rarefatto capolavoro di una delle menti più brillanti della narrativa americana più recente, il ritorno di un romanziere che cortocircuita auto- e meta-fiction e in questo caso ritorna... Continue Reading →

Uscire vivi dagli anni ’90. “The Topeka School” di Ben Lerner.

È tornato Ben Lerner e è tornato sotto l’alter ego, neanche poi tanto alter, di Adam Gordon. The Topeka School forma una curiosa trilogia insieme ai suoi due predecessori, Leaving the Atocha Station (Coffee House, 2011; Un uomo di passaggio, trad. it. Laura Prandino, Neri Pozza, 2012) e 10:04 (Faber & Faber, 2014; Nel mondo a... Continue Reading →

Est modus in suburbia. “A misura d’uomo” di Roberto Camurri.

Il principio antropico afferma che se vogliamo spiegare perché il nostro universo è fatto così come è fatto, è perché deve avere le qualità e caratteristiche che permettano l’esistenza di creature senzienti capaci di porsi quella domanda. In sostanza l’universo è a misura d’uomo. In piccolo, anzi in microscopico, la provincia, fatta di Sassi, Erba,... Continue Reading →

“My Year of Rest and Relaxation” di Ottessa Moshfegh.

Ci sono due tipi di libri che definiscono al meglio i tempi che stiamo vivendo e la generazione Millennial. Uno è l’autofiction sotto forma di “personal essay,” formato che meglio di qualunque altro riesce a soddisfare la domanda di storie personali che nasce nel mondo virtuale di blog e social (tra post di Facebook e... Continue Reading →

The Great Southern American Novel: “American Pop” di Snowden Wright

Curioso come American Pop di Snowden Wright, una saga familiare multigenerazionale, abbia un incipit molto simile a quello di un’altra saga familiare multigenerazionale, Lo sport dei Re di C. E. Morgan. Lì Henry Forge, anello di congiunzione tra il passato e il futuro della famiglia Forge, scappa tra i filari di granoturco mentre la voce... Continue Reading →

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