Book Log 05. Ellis, Escoria,Young, Ffitch, Moulton, Miller.

Tra le letture di maggio: una specie di memoir in cui Bret Easton Ellis dice a tutto il mondo di essere diventato uno dei soliti stronzi; un romanzo che è un memoir che è un romanzo, un po' come lo era A Boy's Own Story di Edmund White; un'altra autofiction sotto forma di saggi personali; il... Continue Reading →

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“My Year of Rest and Relaxation” di Ottessa Moshfegh.

Ci sono due tipi di libri che definiscono al meglio i tempi che stiamo vivendo e la generazione Millennial. Uno è l’autofiction sotto forma di “personal essay,” formato che meglio di qualunque altro riesce a soddisfare la domanda di storie personali che nasce nel mondo virtuale di blog e social (tra post di Facebook e... Continue Reading →

The Great Southern American Novel: “American Pop” di Snowden Wright

Curioso come American Pop di Snowden Wright, una saga familiare multigenerazionale, abbia un incipit molto simile a quello di un’altra saga familiare multigenerazionale, Lo sport dei Re di C. E. Morgan. Lì Henry Forge, anello di congiunzione tra il passato e il futuro della famiglia Forge, scappa tra i filari di granoturco mentre la voce... Continue Reading →

Book Log 04/2019

Greg Grandin, The End of the Myth (Metropolitan Books) Un vero e proprio saggio di storia americana che lega le origini di Stati Uniti paradossalmente da una frontiera agli Stati Uniti apparentemente uniti e compatti di oggi, dove le frontiere sembrano essere diventate confini. Grandin mostra come quell’America originaria, dove i vocabolari neanche avevano un... Continue Reading →

“Lost Children Archive” di Valeria Luiselli: The Great American Road Trip Novel

Quando John William DeForest utilizzò l’espressione Great American Novel come titolo di un saggio apparso su The Nation era il 1868, e quello di America era un concetto ancora vago e incerto, come vaghi e incerti perché porosi e in perenne mutamento erano i confini degli Stati Uniti d’America: gli Stati erano 38 e i... Continue Reading →

Winter Bunch 2019/Book Log 03/2019

Qui è dove faccio ordine tra i libri letti quest’inverno e mi accorgo che ormai ci sono generi consolidati come il romanzo on-the-road, la saga familiare multi-generazionale, il romanzo holdeniano, il romanzo distopico/catastrofista post-apocalittico, che si affiancano a generi più classici e ampiamente rodati, come il romanzo di formazione e il thriller. In ogni caso... Continue Reading →

“Memories of the Future” di Siri Hustvedt.

Pare che una volta Burroughs abbia detto che un romanzo sia soltanto un’autobiografia con i nomi cambiati. Il terzo libro di Edmund White, A Boy's Own Story, era di fatto un’autobiografia, ma lo stesso Edmund White ha raccontato che gli fu chiesto di trasformarla in romanzo, perché all’epoca non tutti potevano permettersi il lusso oggi... Continue Reading →

“How to Behave in a Crowd” di Camille Bordas

Una delle ricchezze della narrativa americana è la sua capacità di assorbire altre culture e dare loro uno spazio e una risonanza che altrimenti potrebbero non avere. Così in tempi recenti è sempre più frequente trovare scrittori non americani che fanno letteratura americana: dalla cinese Yiyun Li al peruviano Daniel Alarcón, e quest’anno la messicana... Continue Reading →

Book Log 02/2019

Marlon James, Black Leopard, Red Wolf (Riverhead) — Black Leopard, Red Wolf da una parte soddisfa ampiamente chi ha imparato a apprezzare Marlon James con A Brief History of Seven Killings, ma forse potrà deludere gli amanti del fantasy. Ci vuole un bel po’ prima che il personaggio principale venga definito e ancora un po’ di pazienza... Continue Reading →

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