Freshman Class 2018

freshman-class-2018Una lista di 23 scrittori che hanno esordito negli Stati Uniti quest’anno, tra raccolte di racconti, grit lit, southern gothic, romanzi distopici, apocalittici e catastrofisti, metanarrativa, saghe familiari e romanzi corali. Tra esordi freschi e convincenti, esordi avvolti da un’hype ipertrofica e che forse ne supera i reali meriti, e altri che  hanno ancora alcune cose da mettere a fuoco. In ordine alfabetico:

Laura Adamczyk (Illinois)
Laura_Adamczyk__credit_Amanda_Goldblatt_croppedLaura Adamczyk è figlia dell’Illinois di confine tra il midwest e i grandi laghi, prodotto dei college di Urban-Champaign e di Galesburg (IL). I dieci racconti di Hardly Children mostrano una qualità squisitamente poetica e allusiva, scritti tutti con un linguaggio che fa grande uso di allegorie e rapidità.cover-2 “Girls” ha vinto il Disquiet Prize fu pubblicato  su Guernica, da qui la prima raccolta per FSG Originals. I dieci racconti di Hardly Children catturano quel fragile momento che separa la spensieratezza dalle responsabilità da giovani adulti, molti hanno a che fare con bambini, altri con “piccoli adulti naïf,” ci sono due racconti meta-narrativi. Racconti poetici, rapidi, scritti con uno stile incisivo. Qualche incertezza, ma buona la prima.
Laura Adamczyk, Hardly Children (FSG)

Jamel Brinkley (California)
UnknownCandidato nella longlist per il National Book Award di quest’anno, Jamel Brinkley ha in curriculum le solite pubblicazione di prammatica sulle solite riviste di prammatica e questo romanzo, anzi, questa raccolta di racconti: A Lucky Man sono nove racconti che girano attorno ai temi della paternità, rapporto padre-figlio, 9781555978051mascolinità e rapporti di potere in un mondo segnato da pregiudizi razziali, pregiudizi di classe e nuovi razzismi di genere.Tre tipi di pregiudizi che si intersecano e si alimentano a vicenda in nove racconti imprevedibili, con snodi inaspettati e originali e che lasciano che chi legge faccia un discreto lavoro di interpretazione. Spesso però tutto questo si traduce in vaghezza e casualità.
Jamel Brinkley, A Lucky Man (Graywolf)

Rita Bullwinkel (California, Tennessee)
Screen+Shot+2017-01-12+at+2.46.29+PM.pngGli alligatori sanno davvero di pollo. Comunque Rita Bullwinkel, già editor per McSweeney,  esordisce con una raccolta di racconti bizzarri, che non mancano di marcare la sua discendenza, ossia il programma di letteratura della Brown, non esattamente allineato allo standard estetico degli altri programmi statunitensi. Qui c’è un largo uso di linguaggio, spesso i racconti vengono costruiti su universi semantici e 37858194.jpglinguistici più che su trame, e popolati di personaggi strani, figli del weird di VanderMeer ora rinfrescato nei racconti di Laura Van den Berg, di Alissa Nutting, Alexandra Kleeman, Amelia Gray o Joanna Ruocco. Ci sono donne che si identificano talmente tanto col marito da perdere il loro senso di identità, fratelli banditi dalla società che finiscono per vivere nell’infermeria di una prigione, zombie in Florida e tante altre cose ai limiti tra il bizzarro e il grottesco.
Rita Bullwinkel, Belly Up (A Strange Object)

Rae DelBianco (Pennsylvania)
23347960_1464051490377117_4212692679139524608_nGli Stati Uniti sono diventati d’America in Pennsylvania, e dalla Pennsylvania arriva la giovanissima Rae DelBianco, che per quanto giovane ha già alle spalle un’esperienza di allevamento di bestiame. Ambizioso e coraggioso, Rough Animals è un western contemporaneo e metafisico, ambientato nel deserto dello Utah che diventa metafora dell’esistenza del male in una teodicea che ricorda gli argomenti di Malebranche, con innervature nietzschiane. A189Plokv0LUn sottotesto filosofico con una sua stretta coerenza che fa perdonare alcune ingenuità stilistiche (troppe similitudini, un linguaggio a volte un po’ troppo calcato, stile molto vicino a McCarthy). I personaggi, e soprattutto “la ragazza” sembrano usciti da un ibrido tra Blood MeridianBreaking Bad, ma ormai capita spesso che il nuovo grit-lit paghi pegni di influenza all’immaginario cinematografico e televisivo. Esordio tutto sommato più che convincente.
Rae DelBianco, Rough Animals (Arcade)

Akwaeke Emezi (Nigeria)
16944266Freshwater è il romanzo d’esordio dell’artista visuale nigeriana Akwaeke Emezi, e documenta in un certo senso la storia biologica della sua autrice gender queer (si è sottoposta a interventi chirurgica di riduzione del seno e rimozione degli organi sessuali femminili). La protagonista del libro è Ada, o l’Ada o altre volte “lei,” una giovane nigeriana che si trasferisce negli Stati Uniti, dove diventa studentessa diligente con una tendenza all’autodistruzione. A Ada (o “l’Ada” o “lei”) fanno da controcanto le voci di un “Noi” costituito da una serie di presunti spiriti che si impossessano e la o71XldXeutoL.jpgccupano, come l’iyi-uwa, uno spirito igbo che acceca le anime dei bambini morti per farli rinascere dalla stessa madre che li ha partoriti, e Asughara, un’altra entità ospite che guida la libido sessuale dell’Ada. Freshwater fa collidere l’immaginario spirituale occidentale (cristiano) e l’immaginario spirtuale africano (igbo), sfuma i confini tra fantasy e autobiografia che è trasfigurata nella storia di auto-creazione sessuale di Ada.
Akwaeke Emezi, Freshwater (Grove). Prossimamente il Saggiatore.

Aja Gabel (California) 
564d478a9019db113168290ce6651a9aEx violoncellista, o violoncellista riciclatasi scrittrice Aja Gabel ha esordito con uno dei più interessanti romanzi di quest’anno. The Ensemble è costruito come un quartetto d’archi, con canti, controcanti, melodie e armonie, e ruota attorno a diciotto anni di vita dei membri del Van Ness String Quartet, composto da due violiniste, un violoncellista e un violista prodigio. Intersecato con una versione finzionalizzata 34937311.jpgdel Banff International String Quartet Competition, The Ensemble annoda insieme le vite dei quattro 
protagonisti, da quando hanno ancora venti anni per pochi anni a quando ne hanno pochi più di quaranta, documenta la difficoltà di avere una soddisfacente vita privata quando si hanno velleità artistiche da curare e nutrire, il ruolo dell’arte come perfezionismo, il talento come predestinazione e allenamento visto come matrice per le dinamiche che trasformano degli estranei in amici.
Aja Gabel, The Ensemble (Riverhead)

Daniel Gumbiner (California)
Unknown-1-1Residente in Nevada, californiano di nascita, laureato a Berkley classe 2011, già editor di The Believer e McSweeney, dove è stato editor dell’edizione americana di My Document di Alejandro Zambra e per il numero di McSweeney dedicato alla letteratura noir ispano-americana. La cerchia è quella di Eggers, e purtroppo si nota subito: The Boatbuilder non è molto più di un compitino ben fatto ma con poca originalità su un tema ormai abusato: 71ui-YQchYLun giovane uomo che lavorava nella Silicon Valley entra in crisi d identità dopo aver sviluppato una dipendenza da psicofarmaci (Percocet, Lortab e affini), e ba a cercare di trovare un nuovo contatto con la natura nella cittadina finzionale di Talinas nella California del Nord (ma pensata sulla base di Marsal nella Contea di Martin). Il solito luddismo tecnologico un po’ travestito. Un libro carino, ben scritto, nominato anche per il National Book Award, ma che presenta qualche banalità di troppo.
Daniel Gumbiner, The Boatbuilder (McSweeney)

Lisa Halliday (Massachussets)
lisa-halliday-2124135451Lisa Halliday ormai vive da qualche anno in Italia, ma nei primi anni ’00 era residente a New York, dove ebbe le prime esperienze in editoria oltre che una storia d’amore con uno dei più famosi scrittori americani. Asymmetry è purtroppo noto come il “libro con Philip Roth” e spesso è stato anche letto come una specie di autobiografia in cui l’autrice avrebbe raccontato la sua liaisons giovanile con Roth (lei 25 anni, lui 70). asymmetry-9781501166761_hrIn realtà Asymmetry è un libro interessante e costruito con intelligenza attorno a tre novelle, apparentemente slegate, ma che si ricompongono in un sofisticato gioco di rimandi e citazioni. In ultima analisi è una auto-fiction obliqua che entra in cortocircuito con la metanarrativa, mette in discussione potenzialità e estensione della narrativa, e racconta un percorso di crescita personale come affrancamento da modelli che sono anche limiti.
Lisa Halliday, Asymmetry (Simon & Schuster). Asimmetria (trad. it. Federica Aceto, Feltrinelli)

Caleb Johnson (Alabama) 
image-2Treeborne è il primo libro di Caleb Johnson, che dopo aver conseguito un MFA in Wyoming ha lavorato come giornalista, bidello e macellaio. Treeborne è una saga familiare in salsa southern gothic ambientata a Elberta, Alabama, nel corso di ottanta anni, dal 1929 fino ai giorno nostri, anche se gran parte degli eventi narrati avvengono nel 1958. A raccontare tutto è Janie Treeborne, terza generazione, che dopo che la diga di ottanta anni sta cedendo causando un esodo forzato image-3degli abitanti nelle vicinanze, si rifiuta di abbandonare il Sette, ossia i sette acri di pescheto che aveva comprato  per quello che aveva nella borsa (16 dollari e un pacchetto di gomme) da Lee Malone, contadino nero amante della nonna Maybelle (Maw Maw May). Sebbene un po’ caotico e compromesso da un eccesso di trama, Treeborne resta una bella saga familiare, sul modello di Sport of Kings di C. E. Morgan e The Orchadist di Amanda Coplin, sebbene con molte ambizioni in meno.
Caleb Johnson, Treeborne (Picador)

Randy Kennedy (Texas)
imageNato in Texas, a San Antonio, e cresciuto nel Texas Panhandle incastrato tra Oklahoma e New Mexico, ha poi lavorato per venticinque anni come reporter per il New York Times. Subwayland: Adventures in the World Beneath New York del 2004 raccoglie alcuni suoi articoli sul mondo dell’arte. Presidio è il suo primo romanzo.
Ambientato nel Texas degli anni ’70, tra il Panhandle, El Paso e (appunto) Preisidio, image-1al confine tra New Mexico e Messico. Si parla di ladri di macchine, truffatori, reverendi in crisi di vocazione che si riciclano come camionisti, bambine mennonite rapite per sbaglio, vecchie storie che si mescolano con le origini dell’America di oggi. Una prosa cristallina, solida, veloce veicola una storia che però procede con lentezza e mostra qualche calo di tensione, ma nel complesso è un libro più che riuscito.
Randy Kennedy, Presidio (Touchstone)

Lydia Kiesling (California)
hGhoBm31_400x400Lydia Kiesling è da anni editor per la rivista on-line The Millions, e dopo aver passato tempo a scrivere di libri si è decisa a scriverne uno lei. Nominato tra i 5 Under 35 di quest’anno, The Golden State gioca su un doppio senso: da una parte c’è il nickname per la California, luogo dove hanno luogo gli eventi narrati, dall’altra lo stato dorato potrebbe essere la Turchia, o in generale il medio-oriente, dove sorge veramente il sole che poi va a tramontare nell’occidente dorato della California, qui spesso vista come civiltà e economia dominante in decadenza. Una settimana e mezzo, dieci giorni in dieci capitoli fatti di dialoghi, monologhi interiori, meditazioni, alcuni flussi coverdi coscienza ben calibrati, che non diventano mai esercizi di virtuosismo né deliri pseudo-filosofici. Al centro di tutto: maternità, presunte differenze tra occidente e oriente, una disamina dei luoghi comuni che occidentali usano per inquadrare medio-orientali e di quelli che invece in medio-oriente si usano per inquadrare l’occidente, ma soprattutto il bisogno di trovare un’indipendenza e quello di restare dipendenti dagli altri e dalle relazioni umane.
Lydia Kiesling, The Golden State (MCD)

Reese Okyong Kwon (Seoul —> California)
KfS306ay_400x400
The Incendiaries è il primo romanzo di R. O. Kwon, ma pensato, scritto, riscritto e ripensato nell’arco di una decina di anni. Il mondo è quello di Players e Mao II, ma forse anche quello di American Pastoral. Si parla di religione, di fanatismo, di come alcune persone perdono la fede mentre altre conoscono momenti di conversione fulminea e totale. Narrato da tre diversi punti di vista: quello di chi ha perso la fede, EWJ27WT66QI6RO3LYHFWSHYUAIquello di chi la scopre, e quello di chi la trasforma in fanatismo, il punto di forza di The Incendiaries è senza dubbio lo stile con cui è scritto: frasi ellittiche, veloci, capitoli che iniziano in terza persona e scivolano subito nella prima offrendo un’interessante traslazione del punto di vista su un mondo—quello dell’intimità delle convinzioni personali—che non si riuscirà mai a comprendere appieno. Uno dei migliori esordi dell’anno.
R. O. Kwon, The Incendiaries (Riverhead). Prossimamente Einaudi.

Maxim Loskutoff (Montana)
Unknown-1I racconti di Come West and See, nonostante siano racconti indipendenti, girano attorno a un medesimo scenario, e in un certo senso li si può leggere come un mosaico frammentario di un unico disegno. Si tratta di racconti grit-lit, con non poche striature che ricordano un po’ l’ingenuo neo-umanesimo David Foster Wallace, di cui Loskutoff pare sia stato allievo a Pomona, immerso in un mondo che ha alcuni balndi elementi distopici:36236164.jpg siamo in un’America ridivisa da una nuova Guerra Civile, figlia di un movimento separatista o qualcosa del genere. I racconti hanno lo scopo di tratteggiare un campionario di esseri umani che vivono in primo piano sullo sfondo di quella guerra e riscoprono o affrontano il senso di comunità che pare la guerra civile stia distruggendo. Alcune idee convincenti, altre quasi amatoriali, come l’ossessione quasi erotica di un uomo per un orso (sic!). Molte incertezze.
Maxim Loskutoff, Come West and See (W.W. Norton Company)

Ling Ma (Shangai —> Utah, Nebraska, Kansas)
Ma-Ling-c-Liliane-Calfee-1Da una parte Severance è un altro esempio di come la narrativa americana stia a volte subendo il rinculo dell’immaginario delle serie tv che essa stessa ha contribuito a creare. Country Dark di Offutt sembra un episodio di Justified, Panowich ricorda Breaking Bad o comunque un film dei Coen, Whiskey di Holbert si muove sul solco di Bloodline: Severance è 816a7b6oK2LWalking Dead con un’epidemia virale al posto degli zombie. Ambientato tra il 2006 e il 2011 in una New York dove il disastro economico è messo in secondo piano da una catastrofe biologica, Severance mostra come alla base della civiltà umana ci sia il bisogno di creare delle relazioni, e anche come in realtà un’economia spietatamente neo-liberista stia già trasformando le persone in automi pilotati da consumi, mode e bisogni indotti. Esordio dell’anno insieme a The Incendiaries.
Ling Ma, Severance (FSG)

Sabrina Orah Mark (Georgia)
photo_-_mark_2018_v2Non esattamente un’esordiente, visto che Sabrina Orah Mark ha già pubblicato due raccolte di poesie, ma Wild Milk è se non altro il suo esordio nella prosa. Si tratta di racconti brevi, a volte anche brevissimi, altre volte delle vere e proprie prose-poetry, racconti surreali, favolistici (Sabrina Orah Mark sta tra l’altro iniziando una collaborazione con The Paris Review dove scriverà una colonna espressamente dedicata al mondo delle fiabe). Il mondo è quello creato da Donald Barthelme e cover-3Robert Coover, ma privo delle involuzioni cerebrali del primo periodo del Post-Moderno, e più vicino ai sempre più numerosi esempi recenti (Sarah Shun-Lien Bynum, Adam Erlich Sachs, Amelia Gray, Alissa Nutting): probabilmente il bisogno di leggere cose “reali” ha causato una sovrapproduzione di auto- e non-fiction, e questo ha rigenerato un bisogno di racconti più genuinamente e coraggiosamente al di là di ogni tipo di realtà o realismo.
Sabrina Orah Mark, Wild Milk (Dorothy, a Publishing Project)

Andrew Martin (Virginia)
Waldman-Early-Work-by-Andrew-MartinEarly Work all’inizio sembra Mosquitoes di Faulkner riadattato per la generazione di Millennials. E per molti versi lo è: uno scrittore che non fa lo scrittore, ma finisce a insegnare letteratura in un carcere femminile, vive una relazione molto aperta con un medico tirocinante e poetessa, incontra una scrittrice che si è ridotta a scrivere una sceneggiatura e che vive una relazione complicata con una specie di agronomo che si occupa di cibi organici. Inizia un triangolo che ricorda molta la situazione di Two Against One di Friedrich Barthelme che sfocia in una relazione fatta di sesso (tanto e grottesco), 51NVyaRBHqL._SX324_BO1204203200_droga (poca e retta male), serate passate in compagnia di altri millennial/hipster a guardare 4 Silent Movies di Andy Warhol seguito dal documentario su Michael Jackson, discussioni su libri, su libri letti, su libri che si fa finta di leggere, su libri che si sono comprati ma non si sa se né quando si leggeranno. Alla fine c’è la sensazione che sia il manifesto di un nuovo minimalismo esistenziale, in cui cultura, impegno, senso di responsabilità sono tornati a livelli minimi, quasi nulli. Interessante e programmatico.
Andrew Martin, Early Work (FSG)

Fatima Farheen Mirza (California)
1539113110-MirzaOssia il primo titolo pubblicato da Sarah Jessica Parker per la sua collana presso Hogart. Fatima Fahreen Mirza ha soli 27 anni, è nata in California da padre musulmano e madre inglese di origini indiane. A Place for Us è il classico romanzo di immigrazione, sulla scia di moltissimi altri pubblicati negli Stati Uniti negli ultimi anni. 36840397L’ambizione di A Place for Us è però quella di ibridare romanzo di immigrazione e saga familiare in cui l’identità personale è il risultato di variabili complesse che comprendono le culture di partenza e l’ambiente in cui vengono trapiantate. Privo di un grande sviluppo dei personaggi, privo di una grande trama, A Place for Us finisce per diventare una specie di documentario su una tipica famiglia disfunzionale americana che ha la ventura di essere musulmana.
Fatima Fahreen Mirza, A Place for Us (SJP – Hogart)

Bethany C. Morrow (Illinois)
14685233MEM ricorda da molto vicino alcuni scenari di Philip K. Dick, e in particolare Il cacciatore di androidi, e per la proprietà transitiva ricorda As She Climbed Across the Table di Jonathan Lethem e tutta la serie di romanzi e di racconti in cui si parla di intelligenze artificiali e loro derivati, confinanti e somiglianti. 36211478Qui si immagina un mondo dove la tecnologia ha reso possibile l’estrazione di ricordi, che diventano esseri viventi indipendenti ma che vivranno sempre nel presente del ricordo da cui nascono. Un’idea simile a “Offloading Mrs Schwartz” di George Saunders (contenuto su CivilWarLand in bad Decline). Notevole la visionarietà del libro, anche se c’è una sensazione molto forte di “been there, done that” che un po’ ne limita la riuscita.
Bethany C. Morrow, MEM (The Unnamed Press)

Elle Nash (Colorado)
full_cropped_13177452_1232914310075801_3006924226350856707_nNata a Denver (CO), trapiantata in Arkansas, Elle Nash co-fondatrice di Witch Craft Magazine, rivista che ruota attorno ai lati più oscuri della letteratura, fa yoga e legge i tarocchi (sic). Animals Eat Each Others  un po’ fa pensare agli immaginari estremi di Mary Gaitskill,  mette in scena una relazione a tre tra una ragazza, un tatuatore satanista e sua moglie neo-mamma e pare analizzare i confini più bui dell’animo umano. È un libro che cerca di raccontareAnimalsEatEachOther-Copy gli effetti della dissoluzione del sogno americano su chi non ha più niente da sognare. Donne e uomini privati di speranze concrete che diventano sempre più simili ad animali (che come animali si fanno marchiare a sangue da tatuaggi). Promiscuità sessuale e satanismo come elementi in cui l’uomo si riscopre animale, privo di legami e delle costruzioni sociali che lo hanno eletto da animale a uomo. Forse c’è qualche spiegone di troppo e qualche ingenuità, ma nel complesso: acerbo ma interessante.
Elle Nash, Animals Eat Each Other (Dzanc)

Tommy Orange (Oregon)
2156371There There è stato uno dei libri più chiacchierati, comprati, letti, fotografati, mollati, usati per farsi belli di quest’anno. Nominato per il National Book Award, oltre che per una manciata di altri premi, There There rientra in quel nucleo di libri che per quanto validi hanno una fama nettamente superiore al merito. Tommy Orange è uno dei primi prodotti dell’Institute of American Indian Arts di Santa Fe (NM), istituzione dedicata a studenti nativo-americani e il cui programma di letteratura è gestito da Sherman Alexie. Purtroppo quello che non convince di There There è proprio un’eccessiva scolasticità nell’uso di tutte (ma proprio tutte) le tecniche narrative: parti scritte. In prima persona, terza persona, seconda persona, flashback, flussi di coscienza, monologhi interiori. 9780525520375Ridotto all’osso, There There è la riscrittura di Love Medicine di Louise Erdrich: stessa struttura a personaggi, uno per capitolo, con diversi punti di vista su una medesima storia. Di nuovo e interessante c’è la costruzione di un nuovo senso di identità per i nativi americani, in un’epoca contemporanea dominata da un passato che si è sedimentato in un eterno presente mediante le nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Ma come diceva il bardo, Much ado…
Tommy Orange, There There (Knopf). Prossimamente Frassinelli.

Martin Riker (Pennsylvania)
11Martin1-jumboMartin Riker tiene corsi per il programma di letteratura della Washington University a St. Louis, dove si occupa anche di narrativa sperimentale. È sposato con Danielle Dutton, e insieme alla moglie gestisce l’interessante casa editrice indipendente Dorothy, a Publishing Project. Samuel Johnson’s Eternal Return è il suo esordio e è una riscrittura di Sheppard Lee, Written by Himself, un testo di Robert Montgomery del 1836: in cover-1entrambi il protagonista si trova a emigrare di corpo in corpo dopo la morte, diventando ospite e testimone passivo della vita del corpo che occupa. Nel libro di Martin Riker, queste metempsicosi coscienti servono per costruire uno sguardo critico sulla vita quotidiana nell’occidente contemporaneo, a partire dalla funzione che la televisione ha avuto sull’immaginazione umana e sulle aspettative.
Martin Riker, Samuel Johnson’s Eternal Return (Coffee House Press)

Brittany Terwilliger (Indiana)
91QFem3CWQL._UX250_Alcune buone idee, un pallido parallelo col Faust, alcune blande considerazioni sull’evoluzionismo ai tempi delle corporazioni multinazionali e una trama che alleggerisce e distrae dalle idee generali. The Insatiable è un romanzo sulle dinamiche della vita in ufficio (vedi Then We Came to the End di Joshua Ferris) che diventa tentativo di Great Internet American Novel: Halley Faust è una giovane ragazza  impiegata presso una multinazionale che sta per lanciare un fantomatico dispositivo51jatpeuvfl-_sx331_bo1204203200_ segretissimo, tanto segreto il CEO teme spionaggio industriale da parte di Tim Cook e Jeff Bezos (!). Halley vive con i genitori e Phil Collins, un pesce rosso che si porta sempre dietro in una boccia portatile e il suo sogno è quello di fuggire, fare la differenza, condizionata forse dal comune aspirazionalismo della propria generazione. Il risultato però non va molto oltre una ritrattazione del Walden, dove i giovani immersi nella tecnologia riscoprono il valore della semplicità.
Brittany Terwillifger, The Insatiable (Amberjack Publishing)

Nafissa Thompson-Spires (California)
squareI racconti di Heads of the Colored People sembrano qualcosa di fresco e nuovo, anche se troppo legato ai tempi che stiamo vivendo hic et nunc. Il titolo è ripreso da James McCune Smith, un afro-americano abolizionista che usò la forma dei bozzetti per parlare di identità e cittadinanza. I  bozzetti di Head of the Colored People usano un po’ quella tecnica, portandola però al di fuori della norma ormai consolidata della letteratura nera. I personaggi qui racchiusi sembrano un’evoluzione Millennial, o Xennials, Centennials dell’umanità descritta su heads-of-the-colored-people-9781501167997_hrNegroland da Margo Jefferson. Qui non c’è tanto traccia di subordinazione razziale, di ingiustizie sociali, di ghettizzazione, qui c’è il rapporto tra afro-americani e nuovi modelli sociali liquidi, nuove tecnologie, nuove dittature, nuove emarginazioni, come nello splendido “Suicide, Watch,” dove la protagonista si chiede quali sia il modo migliore per notificare il suo imminente suicidio agli amici di Facebook e ai seguaci di Twitter.
Nafissa Thompson-Spires, Heads of Colored People (Atria/37 Ink)

Una risposta a "Freshman Class 2018"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: